Seminare Amicizia raccogliendo Gratitudine

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Affinché due persone siano amiche, entrambe devono superare le barriere dell’egoismo, aver acquisito la capacità di saper Tacere quando è necessario. Un di più nel saper Ascoltare, essere presenti, utili ma senza imporsi, sopportare quando necessario, Umili nel dare e chiedere Perdono.

0Nell’Amicizia Cristiana si possono riconoscere i  Doni più dolci e soavi offerti dall’infinita bontà di Nostro Signore .   Un Dono che per essere autentico deve contenere un Amore solido verso Dio che certifichi la ragione della sua esistenza.                                                                    

         A queste condizioni l’Amicizia sarà un poderoso sostegno e un sollievo alle amarezze di questa vita, per continuare nell’Eternità

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L’Amicizia è dunque una Virtù che fonda le relazioni tra le persone e spinge l’uomo a scoprire l’altro e di conseguenza la propria identità in quanto Persona. Una relazione Umana che permette di vivere un rapporto pieno fatto di comprensione e rispetto pur nella diversità. L’amicizia che diventa Virtù Cristiana, fondata sulla Fede profonda, può trasformarsi in comunione Spirituale e generare una forma di relazione stabile e duratura. 

 Si può dire che i veri amici si scambiano reciproca fiducia, i sogni, i pensieri, le virtù, le gioie come i dolori. Sono liberi di separarsi ma non si staccano mai. L’amicizia è un sentimento che rende la vita degna di essere vissuta e contemporaneamente insegna ad affrontarla con serenità e gioia. Aiuta a scalare la montagna della paura, della tristezza, delle difficoltà e della solitudine.

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L’Amicizia mette anche in movimento sentimenti ed emozioni. L’Amico non è solo il confidente ma anche una medicina, la sua presenza è così profonda da non accorgerti .  L’amico  è chi non ti fa vergognare.  A lui puoi confidare i tuoi pensieri in assoluta tranquillità trovando sollievo e conforto, e questo lascia una impronta nel tuo cuore.

L’Amicizia, infine, è uno tra i sentimenti più belli perché dona emozioni  nell’assoluta gratuità. Si può camminare accanto e nello stesso tempo crescere insieme pur percorrendo strade diverse, consapevoli dei reciproci bisogni, come dei fiori che hanno necessità della pioggia per aprirsi e mostrare tutta la loro bellezza. Nell’Amico c’è sempre un qualcosa di noi, un modo possibile d’essere, un riflesso di una identità che potremo assumere.

GUn Amico che prega Cristo per conto dell’Amico, e desidera essere esaudito da Cristo per amore dell’Amico, finisce per dirigere su Cristo il suo Amore e il suo desiderio. In questo modo da quell’Amore Santo con cui si abbraccia il proprio Amico, si sale a quello con cui si abbraccia Cristo: si afferma così, nella letizia spirituale, nell’attesa di una pienezza che si realizzerà nel tempo a venire.  Bisogna conoscere la solitudine con se stessi per cogliere i valori di certi incontri, che di per sé possono anche essere limitati nel tempo, ma «segnare tutta un’esistenza. hPerciò una delle grandi sfide è saper guardare le amicizie con gli occhi della Fede, che svelano un senso profondo su di sé e la realtà storica che si vive.

Giorgio

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Farsi Perdonare…perdonando!

Il Perdono

images (1)Ci sono sempre parole che feriscono, suscettibilità che si urtano.

Chiedere e accogliere il Perdono  è  un processo Umano ed  un percorso Divino.

Cominciamo sempre con un atto di coraggio e, trasformeremo le relazioni Umane in piena capacità di rivelare la Saggezza  di Dio.Tendere la mano

Chiedere Perdono come anche perdonare non sono azioni spontanee, naturali, sono valori che entrano a far parte della cultura Cristiana e che il Cristiano è chiamato a vivere con la forza che scaturisce dalla vita nuova a Lui ricevuta.

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 Ci risulta faticoso chiedere perdono perché la nostra società incoraggia a salvare la faccia, a giustificarci in ogni caso, a dare prova di spirito di potenza, a non incontrare la propria debolezza.images (3)

Ammettere di aver sbagliato, infatti, presuppone una grande attenzione alla propria interiorità e ai propri Valori, tanto Morali quanto Spirituali.
 Esercitare il Perdono esige una buona memoria ed una coscienza lucida dell’offesa. images (4)Sarebbe bene ricordare anche dettagliatamente, il torto ricevuto per poterci liberare delle ferite che esso può aver provocato.   Se si giunge a perdonare un’offesa ciò significa che il suo ricordo non ci causa più sofferenza ma sarà un ricordo come un altro che contribuirà ad acquistare una saggia Serenità. Il mio perdono

Il perdono non è dimenticare le colpe del passato, ma un dilatarsi del Cuore  in uno scambio di Vita.

Quando si riceve un duro colpo, specie da persone a noi care, una delle reazioni più frequenti consiste nel difendersi dal tumulto di emozioni che emergono in Noi, negando che ci sia stata l’offesa. Ma questa reazione non si chiama Perdono  bensì rimozione e c’entra ben poco con il Perdono del Cuore!.

L’animo sia ben disposto, Umile, pieno di Misericordia, facile a Perdonare…………… Chi sa di avere offeso, chieda Perdono.perdono

E’ indubbiamente gesto Nobile, Umile ed  assai meritevole Perdonare le colpe al Fatello, come il Signore Perdona le Nostre!.

Quando Passione e Amore possono nuovamente ritrovarsi

Ci si innamora e subito la passione divampa,

per un tempo più o meno lungo fino al raggiungimento di un apice, e superato,  l’eros comincia a calare fino a spegnersi.     Poi ci si lascia, oppure si sta insieme perché ci sono i figli o per comodità da interessi economici.

È questo lo schema più frequente di molte relazioni d’amore, e anche quello ritenuto più ineluttabile: si pensa cioè che il pathos debba per forza diminuire, che a un certo punto i due coniugi si conoscano così bene che non c’è più niente da scoprire l’uno dell’altro, e che la coppia non abbia più niente di vitale e creativo da estrarre da se stessa.

Ma è davvero impossibile che le cose vadano diversamente? Qual è il segreto di quelle poche coppie che continuano a innamorarsi nel tempo?

Perché spesso il destino dell’amore è spegnersi?

In molti casi il problema centrale sembra risiedere in un grande equivoco: si pensa di conoscere “definitivamente” il coniuge. Così quest’ultimo perde di mistero e diventa “il solito”;        è ormai così familiare che lo si senta un po’ fraterno e un po’ estraneo,….. si vedono con troppa chiarezza le sue carenze e gli aspetti negativi del suo carattere.

L’attrazione e  la stima per l’altro coniuge scemano, accompagnate dalla fatalistica e non realistica idea che “in amore le cose vanno così”. In realtà questa “totale conoscenza” dell’altro non è solo presunta ma assoggettata da pregiudizi, paure e preesistenti modelli di riferimento.

In molti casi è solo finito il “primo livello” di energia e di conoscenza: basterebbe aprire il passaggio al livello sottostante per attingere a un altro grande mondo tutto da scoprire, in cui la coppia troverebbe nuova linfa. E invece tanti si fermano qui, soffrendo e………..perdendo l’amore… 

Potrebbe anche accadere che dopo la prima “ondata” di conoscenza il coniuge non piaccia realmente più e in questo caso non c’è nulla da fare. Ma se fin dall’inizio c’è stata una misteriosa, inspiegabile affinità tra i due, l’innesco di una nuova onda d’amore è possibile. Certo bisogna capire cosa sta accadendo e aprire il passaggio al livello successivo, fornendo al rapporto nuovi terreni in cui proseguire e rinnovare la sua crescita. Costruire insieme, con questa consapevolezza, esperienze del tutto nuove (viaggi, progetti, contesti, attività) apre nuovi sguardi sull’altro e su se stessi senza scindere la coppia, anzi riconoscendola sempre di più nel suo divenire. Perciò,  ci si può innamorare tante volte del nostro partner, marito o moglie che sia a secondo i casi . Il vero amore è Credenza, e….. provando nel modo giusto, quasi sempre si riesce!.

                                                                                                                                   Giorgio

QUANDO LA MENTE TACE

ESISTE QUALCOSA,  DI PIÙ GRANDE E SUBLIME RISPETTO A CIÒ CHE LA BOCCA PRONUNCIA: “IL SILENZIO”.

IL SILENZIO ILLUMINA L’ANIMA,                                       SUSSURRA AI CUORI E LI UNISCE.

IL SILENZIO CI PORTA LONTANO DA NOI STESSI, CI FA VELEGGIARE NEL FIRMAMENTO DELLO SPIRITO, CI AVVICINA AL CIELO; CI FA SENTIRE CHE IL CORPO È NULLA PIÙ CHE UNA PRIGIONE, E QUESTO MONDO È UN LUOGO D’ESILIO.

IL SILENZIO È LA VOCE  DELLE NOSTRE EMOZIONI. SEMBRA UN PARADOSSO  MA SA URLARE A TAL PUNTO DA SCONVOLGERCI. NON CREDO, PERÒ, CHE ESISTA  IL SILENZIO ASSOLUTO: QUANDO TACE LA BOCCA PARLA LA MENTE,  QUANDO  TACE LA MENTE  PARLA IL CUORE.

                                                                                                                    Giorgio

20 Anni per non dimenticare….mai!

Due Grandi Uomini

                     Due Grandi Martiri

Adesso che sono trascorsi 20 Anni, sento dentro di me, un vuoto quasi incolmabile, sento una grande assenza,   come dire, una non presenza…. importante, ho la sensazione di rimpiangere quei tempi, vorrei ancora sentir parlare di Loro Due,  nel loro operato coraggioso, in quelle azioni che li hanno identificati come Eroi dei nostri Tempi, sento che mi manca qualcosa di veramente essenziale.     Giovanni e Paolo combattevano contro il male peggiore della nostra Società, contro quell’odio che  rende  gli Uomini simili a bestie inferocite, simili a tanti Giuda che sanno sempre tradire, volevano estirpare un male vecchio e radicato, che cresce sempre e con pretese in più, che non guarda in faccia a nessuno,   che sa mentire e violare, che offende ed uccide gli animi più nobili .

Amavano la Nostra Terra più di ogni altra cosa, erano cresciuti a Palermo, e conoscevano le realtà più tragiche, di quella Città che necessitava di un Respiro nuovo, di Aria pulita, di vera Libertà senza vincoli timorosi, quella Libertà che è rimasta fino ad oggi nei Cuori della gente,  tralasciata ed ereditata da Giovanni e Paolo, quella libertà che fortifica il pensiero libero ed incondizionato, che mette a nudo le Verità della Coscienza. Adesso chiunque sa camminare con le proprie gambe, perchè è in grado di saper riconoscere la vera Giustizia.

                                                                                              Giorgio

Credo che Cosa Nostra sia coinvolta in tutti gli avvenimenti importanti della vita siciliana, a cominciare dallo sbarco alleato in Sicilia durante la seconda guerra mondiale e dalla nomina di sindaci mafiosi dopo la Liberazione. Non pretendo di avventurarmi in analisi politiche, ma non mi si vorrà far credere che alcuni gruppi politici non siano alleati a Cosa Nostra – per un’evidente convergenza di interessi – nel tentativo di condizionare la nostra democrazia, ancora immatura, eliminando personaggi scomodi per entrambi.
Parlando di mafia con uomini politici siciliani, mi sono più volte meravigliato della loro ignoranza in materia. Alcuni forse erano in malafede, ma in ogni caso nessuno aveva ben chiaro che certe dichiarazioni apparentemente innocue, certi comportamenti, che nel resto d’Italia fanno parte del gioco politico normale, in Sicilia acquistano una valenza specifica. Niente è ritenuto innocente in Sicilia, né far visita al direttore di una banca per chiedere un prestito perfettamente legittimo, né un alterco fra deputati né un contrasto ideologico all’interno di un partito. Accade quindi che alcuni politici in un certo momento si trovino isolati nel loro stesso contesto. E allora diventano vulnerabili e si trasformano inconsapevolmente in vittime potenziali.
Al di là delle specifiche cause della loro eliminazione, credo si incontestabile che Mattarella, Reina, La Torre [tutti uccisi dalla mafia] erano rimasti isolati a causa delle battaglie politiche in cui erano impegnati.
Il condizionamento dell’ambiente siciliano, l’atmosfera globale hanno grande rilevanza nei delitti politici: certe dichiarazioni, certi comportamenti valgono a individuare la futura vittima senza che la stessa se ne renda nemmeno conto.

  Giovanni  Falcone

‘A megghiu parola è chidda ca ‘un se dici
(antico proverbio siciliano)



Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno.
In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.

Il Silenzio


Un uomo si recò da un monaco di clausura.
Gli chiese: “Che cosa impari mai dalla tua vita di silenzio?”.
Il monaco stava attingendo acqua da un pozzo

e disse al suo visitatore:
“Guarda giù nel pozzo! Che cosa vedi?”.
L’uomo guardò nel pozzo. “Non vedo niente”.
Dopo un po’ di tempo,

in cui rimase perfettamente immobile,

il monaco disse al visitatore: “Guarda ora!

Che cosa vedi nel pozzo?”.
L’uomo ubbidì e rispose: “Ora vedo me stesso;

mi specchio nell’acqua”.
Il monaco disse: “Vedi,

quando io immergo il secchio, l’acqua è agitata.
Ora invece l’acqua è tranquilla. 
E questa l’esperienza del silenzio: l’uomo vede se stesso!”. 

IL PIANTO

Il Pianto

Passa la Croce
e sento
di Maria il pianto.
Scendono le tue lacrime
o Madre,
sui nostri cuori afflitti,
arsi,
estenuati dalle colpe.
Tu generosa,
ci hai donato un figlio,
che di sè ci ha lavato
e nel calice amaro
che di noi beve,
l’Agnello sacrificale,
nella Pasqua risorto,
rinnova il miracolo
di salvezza,
luminosa scia di Paradiso
che al cielo conduce.

Maria Cavallaro

 Pubblico questa bellissima poesia, assolutamente inedita, scritta appena qualche giorno fa da Maria Cavallaro, e dietro mia specifica richiesta in occasione dell’approssimarsi della Pasqua 2011.

Ringrazio Maria per aver esaudito la mia proposta,

per avermi commosso con la grandiosità dei suoi versi,

per averci fatto rivivere una Pasqua nel ricordo della Passione e Morte del Signore.

Auguro a Tutti di riacquistare i valori imprenscindibili della Risurezzione per la Morte, e di tenere alto il significato della Fede.

                                                      Buona Pasqua


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